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Home Piemonte news EDICOLA. CEMENTIR ARQUATA SCRIVIA, CONTRO LICENZIAMENTI ASSEMBLEA PERMANENTE
EDICOLA. CEMENTIR ARQUATA SCRIVIA, CONTRO LICENZIAMENTI ASSEMBLEA PERMANENTE

19.01.17 "Adesione unanime dei lavoratori Cementir allo sciopero e assemblea permanente indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo il licenziamento annunciato di 23 dipendenti" è il racconto di Alessandria News sulla mobilitazione dei lavoratori del sito Cementir di Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria. Parla Massimo Cogliandro, Fillea Piemonte.

 

L'ARTICOLO:

Hanno stabilito dei turni per presidiare, anche di notte, lo stabilimento. "Adesione unanime" dei lavoratori Cementir allo sciopero e assemblea permante indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo il licenziamento annunciato di 23 dipendenti.  Ieri mattina, dopo che l'azienda del gruppo Caltagirone, ha detto davanti ai rappresentanti sindacali, all'assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero, al presidente della Provincia Rita Rossa e al commissario del Terzo Valico Iolanda Romano che in ventitre sarebbero stati licenziati, i lavoratori si sono riuniti in assemblea e non ci hanno pensto due volte a proclamare sciopero ad oltranza. 

Cementir, secondo i sindacati, non ha rispettato i patti. Sono arrabbiati e delusi, ora, i lavoratori: "Dietro allo stabilimento ci sono i cantieri del Terzo Valico. Non è possibile che non potessimo essere ricollocati", dicono.  "Gli accordi siglati ad ottobre prevedevano la ricollocazione all'interno del gruppo di una quindicina di dipendenti, gli altri avrebbero dovuto essere presi in carico da Cociv e, in ogni caso, Cementir si era impegnata a non fare partire i licenziamenti, fino alla definizione di un accordo istituzionale", spiega Massimo Cogliandro di Fillea Cgil. Nel fratempo Cociv è stato coinvolto nell'inchiesta sugli appalti truccati, Rfi ha ripreso in carico la direzione lavori e il Prefetto di Roma dovrà decidere il nome di un commissario esecutivo. 

"Siamo  pronti a mantenere gli impegni, non appena riapriranno i cantieri del Terzo Valico" ssicura però il portavoce di Cementir. L'azienda non ha accordato la proroga di quindici giorni, chiesta da sindacati e istituzioni, convinta che quel breve lasso di tempo non avrebbe comunque portato cambiamenti sostanziali. Potrebbero passare mesi prima che il commissario, quando sarà nominato, riassegni i lavori e i cantieri ripartano. "A rimetterci, per tutto questo schifo sugli appalti alla fine sono solo i lavoratori", dicono gli operai. "I 50 milioni per il Terzo Valico però l'azienda se li è presi, però. Il centro di preparazione del calcestruzzo, nel cantiere di Radimero, dove avremmo dovuto essere spostati, è pronto. Ma il cantiere è fermo"? 

Si giocano il tutto per tutto, ora. Pronti ad andare avanti ad oltranza, fino a quando cementir non ritornerà sui suoi passo, dicono i sindacalisti Massimo Cogliandro (Cgil), Fabrizio Topa (Uil) e Enrico Lucchetta (Cisl). 

 

Intanto la Provincia di Alessandria insieme agli undici sindaci del territorio, interessati alla grande opera, chiedono di "estromettere completamente Cociv dal Terzo Valico, dopo la pubblicazione delle affermazioni dell'ex vicepresidente del consorzio attualmente agli arresti domiciliari, sul rischio amianto nei cantieri, inercettate nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti truccati. Parole "vergognose e criminali" le definisce il presidente della Provincia Rita Rossa.  "Cociv non puo’ più assolutamente essere un interlocutore delle Istituzioni nel compimento delle opere riguardanti il Terzo Valico", dicono le istituzioni del territorio che chiedono di "estromettere completamente il general contractor da tutto cio’ che riguarda la realizzazione del Terzo Valico". Anac, l'autority anti corruzione, ha demandato al Prefetto di Roma la nomina di un commissario e la scelta del nome si attende a giorni. 

Mentre il Movimento 5 Stelle invoca l'opzione zero, ossia il blocco totale dell'opera, i sindaci e il Presidente Rossa chiedono di andare avanti: "Non possiamo rinunciare a portare a temine opere fondamentali per lo sviluppo del Paese a causa di azioni ignobili compiute da un soggetto (non istituzionale ) che va assolutamente rimosso". Pagani, parlando con un collega della presenza di amianto nelle rocce aveva lasciato intendere uno scarso interesse per il rischio di contrarre il mesotelioma nel caso di dispersione di fibre killer, durante i lavori di scavo o di trasporto: "il primo che si amamla è un casino", dice l'interlucutore; "tanto la malattia si manifesta tra trent'anni", sono le agghiaccianti parole attribuite dalle intercettazione all'ex vicepresidente Cociv.

  Scritto da Comunicazione   





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