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PENSIONI. APE AGEVOLATA: LA LETTERA AI PARLAMENTARI DI FILLEA FILCA FENEAL MILANO

24.11.16 Prosegue la campagna unitaria Fillea Filca Feneal per sensibilizzare i parlamentari sulla necessità di cambiare i requisiti per l'accesso all'Ape agevolata, consentendo anche ai lavoratori dell'edilizia di poter andare in pensione senza penalizzazioni. Di seguito la lettera aperta dei sindacati di Milano ai parlamentari eletti nei collegi locali e l'invito ad essere presenti ad un incontro il 2 dicembre. 

 

IL TESTO DELLA LETTERA APERTA AI DEPUTATI E SENATORI ELETTI NELLA PROVINCIA DI MILANO, MONZA BRIANZA E LODI

 

Onorevoli Deputati e Senatori eletti nei nostri territori,

le Organizzazioni Sindacali del comparto edili delle Provincie di Milano, Monza Brianza e Lodi, pur valutando positivamente i passi avanti individuati dal confronto tra Governo e Cgil, Cisl e Uil, in particolare in materia di estensione della 14° e no tax area ai pensionati, di semplificazione delle attuali norme in materia di lavori usuranti, ecc., giudicano che l'Ape Agevolata a cui potrebbero avere accesso anche gli operai edili - così come proposta nella Legge di Stabilità per il 2017 in discussione in queste settimane in Parlamento - sia caratterizzata da condizioni di accesso estremamente eccessive per tutti quei lavori caratterizzati da discontinuità strutturale, con evidenti effetti sulla carriera previdenziale.

Nella Legge di Stabilità si propone infatti che, per aver accesso all'Ape Agevolata, l'operaio edile al compimento del 63° anno di età, debba avere 36 anni di contributi di cui gli ultimi 6 anni di lavoro continuativo.

Purtroppo, molto raramente, un operaio edile a 63/65 anni matura 36 anni di contributi in quanto, mediamente, lavora alcuni mesi l'anno (di solito da febbraio a ottobre per evidenti motivi climatici) e il suo contratto di lavoro, in molti casi, inizia con l'avvio del cantiere (o dell'appalto/subappalto) e termina con la conclusione dello stesso.

Così come quasi impossibile è avere 6 anni di lavoro continuativo per le stesse ragioni di cui sopra.

Aggiungiamo infine, purtroppo, che diffuso è il lavoro nero ed irregolare nel settore edile, una piaga che il lavoratore subisce.

Per queste ragioni, affinché sia concretamente riconosciuto il principio che "i lavori non sono tutti uguali" si chiede ai Deputati e Senatori e al Governo che:

  • il criterio dei 36 anni di contribuzione minima sia ridotto il più possibile;
  • ai fini degli anni validi per l'accesso all'Ape Agevolate deve valere qualsivoglia integrazione al reddito riconosciuta nel passato (disoccupazione ordinaria e ridotta, speciale edile, mobilità, ecc.), sulla falsariga del riconoscimento dell'indennità speciale edile ai fini dell'anzianità;
  • venga tolto ogni riferimento ai 6 anni di lavoro intesi come continuativi.

In base alle premesse vi invitiamo a partecipare ad un confronto programmato per il prossimo 2 Dicembre 2016 dalle ore 10:00 alle 13:00 presso la sede di E.S.E.M. via Newton 3 Milano; per portarvi a conoscenza di quanto emerso nelle assemblee svolte sul territorio competente.

  Scritto da Comunicazione   





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