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Home Vertenze e scioperi PALERMO. LA PROTESTA DEI LAVORATORI EX GRUPPO AIELLO CONTRO I LICENZIAMENTI
PALERMO. LA PROTESTA DEI LAVORATORI EX GRUPPO AIELLO CONTRO I LICENZIAMENTI

26.07.16 I lavoratori delle aziende edili confiscate del gruppo Aiello, questa mattina 26 luglio, hanno protestato davanti alla clinica Santa Teresa di Bagheria. I 120 lavoratori edili di Ati Group, Emar ed Ediltecna protestano contro i licenziamenti alla vigilia dell'incontro di domani mattina tra l'Agenzia per i Beni Confiscati  e l'Ufficio provinciale per  definire le procedure dei licenziamenti.

  “Noi restiamo fermamente convinti che la procedura dei licenziamenti vada revocata e che ci siano forti responsabilità da parte dell'Agenzia, che non sta svolgendo il proprio ruolo, col rischio che lo Stato perda sempre più credibilità nella lotta alla mafia – afferma il segretario della Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra - Il direttore Postiglione si era impegnato a convocare un nuovo incontro  per definire la posizione dell'Agenzia in merito alla continuità produttiva dei lavoratori dell'ex gruppo Aiello o con  la cooperativa già costituita dai lavoratori  o  con altre soluzioni previste dalla legge. I  licenziamenti sarebbero la conclamazione del fallimento della gestione delle aziende sequestrate e confiscate.  Ci siamo rivolti al ministro Alfano per la convocazione del tavolo ma fino  oggi non abbiamo avuto nessuna risposta. Il   silenzio aumenterà la rabbia e la protesta dei lavoratori”.

Dopo la manifestazione di stamattina,  domani i lavoratori si recheranno a Palermo all'ufficio provinciale del lavoro.   Sulla vertenza dei lavoratori delle aziende edili confiscate di Bagheria interviene anche la Cgil Palermo. “A 13 anni di distanza dal sequestro non esiste un progetto di gestione complessiva  delle aziende e dei lavoratori, circa 120 tra operai  metalmeccanici e impiegati. In questa situazione – afferma Mario Ridulfo, componente segreteria Cgil Palermo -  lavoratori e famiglie vivono una condizione di disagio a volte al limite dell'indigenza. Questa condizione rischia di vanificare anni di battaglie per la legalità  che hanno visto questi lavoratori nella veste di preziosi testimonial dello sviluppo. Per questo è indispensabile che tutti coloro i quali hanno responsabilità di governo nelle aziende confiscate trovino assieme ai lavoratori e al sindacato una soluzione che non può essere il licenziamento”.

 

Fonte:Diario del lavoro


  Scritto da Comunicazione   





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