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EDICOLA, OPEN.CO E COOPSETTE: DUE CRISI DAL FUTURO INCERTO

07.10.15 Grande risalto sui quotidiani emiliani di oggi alle crisi delle aziende Coopsette e Open.Co, centinaia di posti di lavoro in bilico ed una situazione particolarmente delicata nei rapporti tra sindacati e controparte, Legacoop, accusata da Rudi Zaniboni, Fillea Cgil, di scarso coinvolgimento e mancanza di coerenza. 

Alla Coopsette, come racconta il Resto del Carlino potrebbe essere arrivata la "fine della corsa: comunque vada, la cooperativa di costruzioni, per anni additata come un gioiello della nostra economia, non sarà mai più come prima. Sotto il peso di 600milioni di debiti di cui 300 verso le banche, ieri i vertici della Coopsette hanno inviato ai sindacati le comunicazioni di apertura di alcune procedure, «dove si manifestano - scrive Fillea Cigl - le intenzioni di affittare dei rami di azienda di Coopsette a soggetti diversi». La coop di fatto ha preso una strada ben precisa: quella che porta allo smembramento in parti diverse, ognuna delle quali di fatto pronta a essere affittata o ceduta. Sul selciato restano 250 posti di lavoro destinati a esubero, su un totale di poco più di 500. Chi resta dentro la coop, per continuare a operare dovrà accettare un taglio di stipendio."
Alla Open.Co, come racconta Prima Pagina Reggio, è  "fissato per il prossimo 23 ottobre il secondo tavolo regionale che si occuperà della crisi. La cooperativa, che unisce la ex Cormo di San Martino in Rio e la Lavoranti in Legno di Castelfranco, nel modenese, a solo un anno dalla sua costituzione è già sull`orlo del fallimento. L`ultima novità riguardo al caso era stata proprio la notizia inaspettata di un cambio di rotta, che ha visto il progetto di salvataggio passare da una riorganizzazione delle imprese cooperative del settore degli infissi e dei serramenti, con il mantenimento dei siti produttivi alla liquidazione coatta amministrativa. Scelta voluta soprattutto dalla Legacoop reggiana, ma senza informare i sindacati che, alla notizia, si sono sentiti traditi anche perché la Lega delle cooperative aveva già presentato il 5 settembre scorso il ricorso alla liquidazione coatta. Ciò significa che il 10 settembre scorso, durante il primo tavolo in Regione, davanti a tutte le parti sociali, la decisione era già stata presa e attuata completamente all`oscuro di sindacati e lavoratori."

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