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Verona
Ennesimo infortunio mortale Fillea, Filca, Feneal:Figli di nessuno, necessario intervenire. Un salario e’ poca cosa quando ci si gioca la vita.
Comunicato stampa Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil Verona
Ancora una volta ci tocca constatare come la morte sia la compagna dei lavoratori edili, e che ogni giorno, da quando si entra in cantiere a quando si torna a casa la sera, aspetta con pazienza di cogliere il suo triste tributo. Lo scorso giovedì tre di questi operai sono stati toccati da lei, e uno di loro non tornera’ alla propria casa questa sera. E’ rimasto sotto un pannello usato per il getto del calcestruzzo del peso di qualche quintale, che per fatalita’ (alla fine questa sara’ la causa?) gli e’ crollato addosso schiacciandolo. Scompare un altro lavoratore, e guarda caso straniero, di una azienda che opera in sub appalto: terzo o quarto anello di una catena che non si spezza mai, che nel suo dipanarsi trasforma persone che si guadagnano duramente il pane in figli di nessuno. Ad ogni anello della catena che si aggiunge, vengono via via meno le condizioni di sicurezza, di controllo e di corretta gestione delle attivita’ di cantiere. Lavoratori prestati ad altri, che diventano solo delle braccia utili per fare sempre piu’ lavoro e guadagno, che spesso non sono riconosciuti con il loro vero nome da datori di lavoro che li chiamano con nomi gergali, quasi fosse un costo anche dire il loro nome per intero. Le associazioni imprenditoriali ci spiegano con dovizia di motivazioni, che il sub appalto e’ il frutto della specializzazione delle imprese, nella esecuzione di parti del lavoro edile; dobbiamo rilevare purtroppo che si stanno specializzando anche nell’infortunio mortale. Quanti altri morti dovremo piangere prima che si intervenga per porre un limite alla discesa all’inferno che questi figli di nessuno devono percorrere ogni giorno, per un salario che e’ poca cosa quando ci si gioca la vita.
Verona, 8 settembre 2008
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©Grafica web michele Di lucchio